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foto: L’Istria moderna. Un’introduzione ai secoli XVI-XVIII

L’Istria moderna. Un’introduzione ai secoli XVI-XVIII

di Egidio Ivetic

Collana degli ATTI N. 17

Dal 1420 al 1797 la penisola istriana fu terra di confine tra la Repubblica di Venezia e i domini degli Asburgo. Per quasi quattro secoli vi si sono saldati due diversi modelli politici e amministrativi. C’era l’Istria veneta, pari a due terzi della penisola, un contesto soprattutto comunale, composto da città marittime, borghi, contadi e qualche feudo; per Venezia, essa è stata la prima periferia marittima, quasi una parte prolungata delle lagune. I secoli XVI-XVIII sono in fondo la storia della compresenza veneto-asburgica in una regione già ricca di dicotomie territoriali, economiche e sociali, linguistiche e culturali. L’Istria moderna, soprattutto quella veneta, conosce come altre regioni europee, tra il XVI ed il XVIII secolo, adeguamenti e resistenze in merito a una progressiva volontà politica accentratrice e razionalizzante, espressione dell’affermazione (o tentata affermazione) del cosiddetto Stato moderno sui particolarismi locali. Entro questi riquadri si collocano le esperienze economiche, sociali, religiose e culturali di genti differenti per lingua e costume. La compresenza sul territorio di comunità che si proclamavano diverse l’una rispetto all’altra e le strategie e i modi della loro convivenza sono argomenti che affascinano e che sempre più ritorneranno negli studi sull’Istria. Questo volume punta a delineare gli aspetti fondamentali, fin qui noti, anche per lasciare il campo a una nuova stagione di ricerche.

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